Cromoterapia

La terapia con il colore ha effetti benefici in ogni campo, agisce sul corpo ma anche sulla sfera delle emozioni.
Passando dallo studio dei chakra si accede ai più antichi significati  del colore.

Introduzione
Fin dai tempi più remoti gli uomini hanno attribuito ai colori un significato simbolico che è rimasto nella mitologia, nei riti della Chiesa, e perfino in certe espressioni linguistiche di uso quotidiano.
Oggi esistono molte teorie sul modo di utilizzare i colori a scopo terapeutico o per mettere a fuoco i tratti della personalità o per ottenere una armonia cromatica nell’abbigliamento e nella decorazione dell’ambiente.
Non potremmo vivere senza i colori!
Questa essenza della forza vitale caratterizza tutta la nostra vita!
La nostra reazione al colore avviene anche a livello inconscio e spesso traduciamo il simbolismo dei colori con espressioni verbali  ben precise: diciamo di sentirci di “umore nero” quando le cose non ci vanno per il verso giusto oppure parliamo di “cronaca rosa” riferendoci a storie d’amore. Il rosso è universalmente accettato come segnale di pericolo o di arresto mentre il giallo invita all’attenzione. Il nero esprime il lutto. Un poliziotto non sembrerebbe più lo stesso senza una uniforme blu. Senza dubbio il colore influisce sulla nostra vita quotidiana anche se non ci facciamo molto caso.

 

LUCE E COLORE

Per molti anni la luce fu considerata l’opposto del buio. Oggi i fisici intendono la luce come forma di energia. Essa si propaga a forma di onde come la superficie dell’acqua di un lago quando vi si lancia un sasso.

  • In uno spazio i raggi o onde della luce si propagano in tutte le direzioni, tracciando una linea retta.
  • Il suono si trasmette nell’aria con velocità di circa 330 metri al secondo.
  • La luce invece con circa 300.000 chilometri al secondo.
  • I raggi di luce che si propagano in linea retta sono in grado di attraversare solo determinati corpi: quelli trasparenti come vetro incolore, aria, acqua. Altri corpi come il corpo umano, l’acciaio, la pietra non sono trasparenti e quindi non lasciano passare la luce. I raggi rimbalzano come una palla scagliata contro il muro.
  • I corpi che generano luce propria come il sole o la lampadina, sono luminosi, mentre la pagina di un libro o una pietra riflette la luce dei corpi illuminati.
  • La luce può cambiare la propria traiettoria retta solo se viene respinta; questo avviene ad esempio con uno specchio. Si tratta in questo caso di luce riflessa.

Nel 1666 Newton dimostrò che la luce bianca è composta di vari colori. Quando la luce colpisce un prisma, si disperde nei colori dell’arcobaleno: rosso, arancio, giallo, verde, blu, indaco, violetto.
Tale fascio di colori è chiamato “spettro” dei colori e ognuno di essi corrisponde ad una determinata lunghezza d’onda dei raggi luminosi.


 

COLORE (millimicron)                        LUNGHEZZA D’ONDA

    

Rosso     

780-630       

Arancione                                 

630-590

Giallo 

590-560

 Verde 

560-490

Blu   

490-460

Indaco

460-430

Violetto 

430-380 

 

Gli studi continuarono nei secoli successivi, ma fu Einstein a riconoscere che la luce ha una duplice natura: essa si comporta come un’onda ma anche come una particella:

-         quando la luce si propaga da un posto all’altro, dal sole alla terra oppure dalla lampadina ai nostri occhi essa si comporta e si propaga come un’onda

-         quando la luce del sole o della lampadina viene assorbita da un oggetto, come potrebbe essere una pianta che si serve della luce per produrre gli elementi nutritivi dall’acqua e dall’anidride carbonica allora si comporta come un fotone.

 Comunemente si considera l’esistenza di un rapporto stretto fra le radiazioni elettromagnetiche e la struttura atomica della materia.

L’atomo è formato da una serie di elettroni che ruotano attorno al nucleo. Ogni tanto uno degli elettroni sfugge dall’orbita oppure il nucleo stesso si modifica; in entrambi i casi si libera energia. Questa radiazione elettromagnetica è detta luce.

 


  
 

RICERCHE SUL CAMPO ENERGETICO UMANO NELLA STORIA
Benché i mistici non abbiano  mai parlato di campo energetico umano né di forme bioplasmatiche, le loro tradizioni che risalgono a più di cinquemila anni fa, e sono diffuse in tutto il pianeta, confermano le osservazioni che da qualche tempo gli scienziati vanno compiendo.

I mistici che fanno capo alle diverse religioni sostengono di poter vedere un alone luminoso attorno alla testa delle persone. Attraverso pratiche come la meditazione e la preghiera essi raggiungono uno stato di coscienza espansa che libera il potenziale della loro percezione sensoriale superiore.

Nell’antica tradizione spirituale indiana, che risale a più di cinque millenni orsono, si parla di un’energia universale chiamata prana, che è considerata l’elemento costitutivo e la fonte di ogni forma di vita. Il  prana o soffio vitale, permea e da vita a tutte le forme. Lo yogi interviene su questa energia attraverso le tecniche della respirazione, la meditazione e gli esercizi fisici, tutte pratiche che producono stati di coscienza alterati e prolungano la giovinezza oltre i limiti consueti.

I cinesi, nel terzo millennio a.C. postularono l’esistenza di un’energia vitale chiamata ch’i, che costituiva e permeava tutta la materia, anomata e inamata. Il ch’i contiene due forze polari, Yin e Yang. Quando  Yin e Yang sono in equilibrio l’organismo vivente gode di buona salute, quando invece vi è uno squilibrio fra loro, può insorgere una malattia. Troppa energia yang da come risultato un’eccessiva attività organica, mentre se eccede l’energia yin il funzionamento dell’organismo è insufficiente. Entrambi i tipi di squilibrio provocano la malattia fisica. L’antica pratica dell’agopuntura è volta particolarmente a riequilibrare Yin e Yang.

La Cabala, la teosofia mistica ebraica che ebbe origine intorno al 538 a. C. si riferisce a queste stesse energie in termini di luce astrale. Nella pittura sacra cristiana, Gesù e i Santi figurano circondati da un alone luminoso o con l’aureola. Nell’antico testamento vi sono molti riferimenti alla luce che circonda certi esseri umani e a luci che appaiono, ma nel corso dei secoli questi fenomeni hanno perso il loro significato originale.

Molte dottrine – i Veda dell’antica India, gli insegnamenti teosofici, la tradizione dei guaritori presso gli Indiai d’America, le dottrine tibetane o buddiste indiane, il buddismo Zen, la testimonianza di Madame Blavatsky e quella di Rudolf Steiner, danno una definizione particolareggiata del campo energetico umano. E un gran numero di dottrine più recenti che attingono alle scoperte della scienza moderna, hanno potuto aggiungere nuove osservazioni a livello concreto e fisico.   

 

 

 

RECENTI OSSERVAZIONI

Lungo tutto il corso della storia vi sono stati in occidente scienziati o studiosi che sostenevano il concetto di un’energia universale che pervade tutta la natura. Ogni essere vivente è avvolto da un mantello elettromagnetico chiamato dagli esoterici “aura”.

Tramite la fotografia Kirlian, questo mantello elettromagnetico viene evidenziato e sviluppato fotograficamente. Un tale campo non è proprio solo degli esseri umani ma anche degli animali, delle piante e delle materie inorganiche, comunemente chiamate morte come ad esempio rocce e pietre preziose. I coniugi Kirlian provarono che sia materie organiche che inorganiche hanno un campo elettromagnetico.

 

 

 


 

 

 
 

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